Chi Siamo

Chi Siamo

L’associazione di genitori di bambini prematuri “Aiutami a Crescere” Onlus nasce nel 2002 con lo scopo di dare sostegno alle famiglie dei bambini nati prima del termine di gestazione.

La prematurità e una patologia ancora poco conosciuta, affrontarla, per i genitori, significa dover convivere, per un certo periodo, con paure, ansie, e situazioni alle quali non sono preparati: trovarsi difronte ad apparecchiature e termini medici sconosciuti ed il dover affrontare il distacco forzato dal proprio figlio.

“Aiutami a Crescere” è formata dall’unione delle energie di genitori e medici della Patologia Neonatale di Pavia e si occupa di dare sostegno ai genitori dei bambini ricoverati e di promuovere la ricerca. Siamo nati come piccolo gruppo e possiamo, ora, affermare di essere diventati una Onlus di buon livello che promuove ogni tipo d’iniziativa per stimolare e favorire la ricerca scientifica e per sensibilizzare le autorità e la cittadinanza sui problemi dei neonati a rischio.

Siamo anche fieri di avere la possibilità di poter collaborare a stretto contatto con l’unità operativa del reparto di Patologia Neonatale affinché si possa lavorare con strumenti e competenze sempre più all’avanguardia e dare un reale e concreto sostegno i genitori.

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Famiglia

La prematurità

La durata di una gravidanza fino al termine completo è di 40 settimane. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce pretermine o prematuro il bambino nato prima della 37°settimana di gestazione.

Sebbene tutte le nascite che si verificano prima di 37 settimane di gestazione siano definite pretermine, la maggior parte dei danni si ha nei neonati partoriti gravemente pretermine; pertanto è spesso conveniente considerare la nascita pretermine come suddivisa in sottogruppi, quali:

 

  • Late preterm (quasi a termine), nascita tra la 34a e la 36a settimana
  • Moderatamente pretermine, nascita tra la 32a e la 34a settimana
  • Molto pretermine, prima della 32a settimana
  • Estremamente pretermine, prima della 28a settimana

Se invece si considera il peso alla nascita (PN) si parla di:

  • neonato di basso peso (LBW= low birth weight) se PN <2500gr
  • neonato di peso molto basso (VLBW=very low birth weight) se PN <1500gr e
  • neonato di peso estremamente basso (ELBW=extremely low birth weight) se PN < 1000 gr


Eziologia

L’eziologia della nascita pretermine non è chiara. Si ritiene che si tratti di una condizione multifattoriale complessa, interessata da componenti fisiopatologiche, genetiche ed ambientali.

La nascita pretermine può essere spontanea o iatrogena (indotta dal medico). Secondo le categorie classiche, la nascita pretermine spontanea è associata a travaglio pretermine o rottura pretermine prematura delle membrane fetali oppure può essere provocata da condizioni patologiche della madre o del feto che ne aumentano il rischio. Però, circa il 20% di tutti i parti pretermine è di origine iatrogena.

In questi casi, il medico ha stabilito la necessità di un parto pretermine a causa di gravi problematiche materne o fetali.

Tasso di nascite pretermine

La nascita prematura avviene in una gravidanza su dieci e I bambini pretermine rappresentano circa il 7% di tutti i nati.

Ogni anno si verificano circa 13 milioni di nascite pretermine nel mondo e circa 40.000 in Italia.

Dal 1990, per motivi non completamente chiari, il tasso di nascite pretermine a livello mondiale è aumentato di circa il 14%.

L’aumento nell’ultimo decennio potrebbe essere in parte spiegato dall’incremento di nascite pretermine iatrogene, dalla rianimazione sempre più aggressiva dei bambini molto pretermine, dall’aumento dell’età della madre, da tassi maggiori di tecnologie di riproduzione assistita (ART) e da gestazioni multiple correlate a queste tecnologie.


Problematiche

A causa dell’immaturità dei vari organi ed apparati, il neonato prematuro, può presentare numerosi problemi che sono tanto più frequenti quanto più nasce prima del termine. Fra questi si riscontrano:

1. Difficoltà a mantenere un’adeguata temperatura corporea

Il sistema di termoregolazione non è ancora sviluppato, per questo motivo i neonati pretermine vengono posti in culla termica o incubatrice. L’incubatrice neonatale è un apparecchiatura in grado di assicurare un ambiente adatto alle necessità del neonato pretermine.

2. Difficoltà respiratoria

• La malattia delle membrane ialine polmonari o sindrome da distress respiratorio (RDS) è causata da un’immaturità del polmone ed in particolare del sistema interessato alla sintesi del surfattante. La sua incidenza è inversamente proporzionale all’età gestazionale. Infatti tanto più bassa è l’età gestazionale tanto più grave è il ritardo della maturazione polmonare e quindi il deficit di surfactante che sta alla base di questa malattia. Questa sostanza, che riveste gli alveoli polmonari, diminuisce la pressione richiesta per distendere il polmone. In caso di ridotta produzione o distruzione del surfattante, i polmoni non si espandono bene e di conseguenza si verificano profonde alterazioni della funzione polmonare. Per questo motivo in caso di rischio di parto pretermine alla madre viene somministrato un corticosteroide, solitamente il betametasone, al fine di accelerare la maturazione polmonare del feto.

• La terapia si basa sulla precoce correzione dell’insufficienza respiratoria tramite somministrazione endotracheale del surfattante e/o tecniche invasive o no di assistenza ventilatoria (pe ventilazione a pressione positiva continua: si introducono piccole cannule nel naso o ventilazione meccanica che prevede l’introduzione di una cannula nella trachea ed il collegamento con un ventilatore). • Displasia Broncopolmonare: affezione respiratoria difficilmente inquadrabile che implica alterazioni istologiche polmonari caratteristiche; nelle forme più gravi si assiste ad una completa perdita dell’architettura polmonare. Colpisce soprattutto i neonati gravemente pretermine e determina un quadro di difficoltà respiratoria cronica ed ossigenodipendenza a lungo termine.

3. Difficoltà cardiocircolatoria È frequente un ritardato adattamento circolatorio alla vita post natale che può richiedere un eventualmente trattamento. La principale patologia cardiaca del pretermine è la pervietà del dotto arterioso (PDA) o dotto di Botallo che quando è emodinamicamente significativo determina problemi polmonari, renali e cerebrali. La sua frequenza è inversamente proporzionale all’età gestazionale e il peso alla nascita. Il trattamento per la chiusura del PDA emodinamicamente significativo è farmacologico con possibilità d’intervento chirurgico in caso di necessità.

4. Difficoltà ad alimentarsi

A causa dell’immaturità dell’apparato gastrointestinale il neonato pretermine può presentare problemi nell’alimentazione (ridotta tollerenza e frequenti episodi di distensione addominale) per cui l’alimentazione per bocca va iniziata molto gradualmente e spesso integrata dalla somministrazione di miscele nutrizionali per via endovenosa. Quando il neonato non è in grado di succhiare e deglutire, condizione frequente nei nati al di sotto delle 32-33 settimane, il latte viene somministrato attraverso un piccolo sondino che dal naso o dalla bocca arriva direttamente nello stomaco (alimentazione per gavage). Appena il bambino è in grado di coordinare respirazione e deglutizione gli viene proposto il seno materno o il biberon.

5. Rischio di infezioni

I più frequenti problemi infettivi che si osservano nel neonato pretermine sono conseguenza di una immaturità dei meccanismi di difesa immunitari. Più bassa è l’età gestazionale, maggiore è il rischio di contrarre infezioni, anche molto gravi. Le infezioni possono essere contratte dalla madre e dopo la nascita dall’ambiente esterno.

6. Rischio di emorragie cerebrali per la particolare fragilità dei vasi sanguigni del cervello

Le emorragie intracraniche sono favorite dalla fragilità dei vasi sanguigni dei nati pretermine e possono verificarsi in sedi differenti in rapporto prevalentemente all’età gestazionale del neonato. Vengono monitorate costantemente con ecografie cerebrali. Spesso le emorragie sono contenute e non causano danni importanti.

7. Retinopatia del pretermine

La retinopatia del pretermine (ROP) è una malattia legata all’immaturità vascolare degli occhi dei bambini nati prematuri. Nel corso della crescita i vasi sanguigni che portano il sangue alla retina possono andare incontro ad uno sviluppo anormale che è alla base della ROP. Può presentarsi in diversi gradi di gravità, e la sua incidenza negli ultimi anni è in aumento forse a causa della sopravvivenza di neonati di età gestazionale sempre più bassa. . L’oculista è in grado di vedere i primi segni di una ROP. Particolarmente a rischio sono i neonati con un peso alla nascita < 1500 gr e di età gestazionale inferiore alle 32 settimane. Di questi prematuri con ROP il 95% non necessita di trattamento, ma solo di controlli durante il ricovero o negli anni successivi e solamente il 5% avrà bisogno di un trattamento laser.

8. Anemia

L’anemia nel neonato pretermine è causata spesso da una ridotta produzione di globuli rossi. La terapia consiste nell’apporto di ferro e in alcuni casi può essere necessario ricorrere a trasfusioni di sangue.

9. Ittero

L’ittero, causato da un accumulo della bilirubina è un segno quasi sempre presente nei primi giorni di vita della maggior parte dei neonati a termine e pretermine. Nella gran parte dei casi è clinicamente irrilevante. Quando i livelli di bilirubina superano i valori limite va iniziata la terapia che, nella gran parte dei casi, consiste nel porre il neonato nudo al di sotto di una lampada la cui luce favorisce l’eliminazione della bilirubina.



Prognosi

Nonostante il maggior rischio di andare incontro a complicanze, negli ultimi anni i miglioramenti delle cure neonatali hanno portato a una maggiore sopravvivenza dei neonati molto prematuri: sotto il kg di peso sopravvive il 70% dei neonati, sotto 1,5 kg sopravvive il 90%, mentre oltre 1,5 kg la sopravvivenza è quasi certa.

Nonostante questi dati la nascita pretermine è un problema sanitario serio dal momento che i bambini prematuri sono ancora a rischio elevato di effetti avversi per la salute e problemi di sviluppo rispetto ai neonati a termine.

Questi rischi aumentano col diminuire dell’età gestazionale.