La storia di Chiara Maria vista dal papà

La storia di Chiara Maria vista dal papà

By In I papà raccontano, Storie On 26/05/2016


Garlasco, li 6 novembre 2015

Cari amici,

20160526_221044Mi è stato chiesto di raccontare le mie emozioni e la mia esperienza sulla nascita della nostra piccola e del periodo vissuto in terapia intensiva.

Le emozioni francamente sono state tante, un misto di felicità per la nascita di una figlia, la disperazione e la paura per la situazione che si stava verificando, per questa nascita avvenuta troppo presto……27 settimane.

Dunque da dove partiamo……, partiamo dalla notte di Natale 2014, quando mia moglie già ricoverata per “Gravidanza a rischio”, alle due di notte mi chiama al telefono e mi dice di correre che “facevano nascere la bambina”.

Letteralmente con i nonni mi sono catapultato a Pavia; durante il tragitto pregavo la Vergine Santissima di salvarne almeno una.

Dopo poco tempo di attesa davanti alla sala parto mi comunicano che la mamma sta bene, la bimba è nata, è viva ed soprattutto ha pianto.

Mi fanno vedere mia moglie, ci guardiamo negli occhi e insieme affidiamo la nostra piccola alla Madonna di Lourdes a noi tanta cara,……in fondo anche Lei la notte di Natale era impegnata a far nascere Gesù. …e questo  per noi significava molto.

Doveva chiamarsi solo Chiara invece è stata chiamata Chiara Maria.

20160526_180151Il nostro Natale, il mio Natale è stato veramente impegnativo infatti dopo aver “visto” mia moglie, mi chiamano perché devo conoscere mia figlia ed insieme agli Angeli della Terapia intensiva di neonatologia, dobbiamo accompagnare Chiara Maria nel reparto.

Ho avuto la netta sensazione che quando ho chiamato nostra figlia lei aprisse gli occhi ed ho pensato che questa bambina fosse tosta e sarebbe stata lei e non noi ad accompagnarci nel lungo periodo nel quale siamo stati in terapia intensiva, e così è stato.

Anche il giorno di Natale è stato veramente intenso…la sera del 25 dicembre Luciana ha voluto assolutamente conoscere Chiara Maria ed ho assistito cosa significa veramente il rapporto di amore tra madre e figlia. ..che non ha eguali,, tant’è che in quel momento addirittura mi sentivo quasi un estraneo; con mia moglie abbiamo deciso altresì di battezzare la nostra bimba e cosi alla sera del 25 dicembre 2014 abbiamo fatto.

Da quella notte è iniziato il nostro viaggio verso la luce del ritorno a casa che è durato più tre mesi, dove abbiamo conosciuto la competenza e la sensibilità di tutti Medici ed Infermieri della terapia intensiva, tutti supercompetenti, razionali e fermi per affrontare le situazioni che “si devono affrontare” fortunatamente e/o purtroppo in un reparto di terapia intensiva neonatale, ma nello stesso tempo ipersensibili.

Nulla competenza e disponibilità del reparto, non  è certo necessario fare nomi e soffermarsi molto. ..tanto è risaputo!!, infatti quello che voglio rimarcare in questa mia breve testimonianza è il legame che è nato tra i vari genitori…..ormai ci sentivamo genitori di tutti i bambini presenti in reparto e con alcuni il legame affettivo è rimasto, tanto da passare anche un week end insieme questa estate.

Cosa dire ancora di quel periodo, che sembra lungo ma in fondo breve, caratterizzato dai continui miglioramenti di Chiara Maria ed intervallati dai momenti di sconforto e di stanchezza.

È stato un momento della nostra vita certamente intenso, duro perché non si può nascondore che non sia stato stancante e20160515_120545 stressante,  che non dimenticheremo mai e che racconteremo a nostra figlia quando sarà grande.

Consigli che mi sento di dare nel mio piccolo ai genitori che stanno vivendo questo momento è quello di restare uniti nella coppia, dandosi delle priorità infatti io lavoravo e Luciana restava più con la piccola; di prendersi del tempo anche per rilassarsi, in quanto fare gli eroi e restare h24 accanto al proprio scricchiolo non serve….i nostri bimbi quando tornano a casa, perché bisogna credere che tornano a casa, hanno bisogno di genitori svegli e non di zombie viventi.

Infine di non chiudersi in se stessi ma dialogare e sfogarsi perché lo stress da qualche parte deve uscire.

Ora la nostra piccola e tornata a casa a fine marzo 2015, è una piccola monella di più di 7 kg che tieni allegri e ….svegli tutti con le sue urla.

Certamente il periodo più difficile è passato ma di strada c’è ne ancora da fare e sono sicuro che sui nostri bimbi veglia il piccolo Mattia, nato non prematuro ma che era in terapia intensiva. ….per altri motivi. …ma questa è un’altra storia. ..ora Mattia è un Angelo che veglia sui suoi fratellini più piccoli del gruppo vacanze terapia intensiva periodo ottobre 2014,marzo 2015.

Claudio Busi