La storia di Giorgio

La storia di Giorgio

By In La mamme raccontano, Storie On 20/07/1998


Giorgio è nato il 28/12/1997, pesava gr 1.050, l’età gestazionale era di 30 settimane ma i suoi parametri di crescita erano quelli di 28 settimane.

La sua nascita prematura è stata causata dalla sindrome di H.E.L.L.P. che improvvisamente ha colpito la sua mamma. E’ stato dimesso dalla T.I.N. (Terapia Intensiva Neonatale) il 28/10/1998, esattamente 10 mesi dopo la nascita, con un peso di Kg. 4,120. La diagnosi alle dimissioni era: broncodisplasia, malattia delle membrane ialine, cuore polmonare cronico ed altro ancora…

Il suo decorso ospedaliero è stato come quello di tanti altri bambini prematuri, solo molto più lungo rispetto alla media in seguito alle ripetute infezioni broncopolmonari ed alla sua dipendenza dall’ossigeno. Verso la fine del mese di settembre 1998 i medici hanno cominciato a parlare di un’eventuale dimissione dato che ormai Giorgio era “grande” ed aveva bisogno di stimoli diversi da quelli che poteva dargli una camera di ospedale e anche per evitare continue ricadute (come si sa le infezioni nosocomiali sono frequenti). Ovviamente avremmo dovuto portare a casa il nostro piccolino con ossigeno, saturimetro ed aspiratore. Io e mio marito eravamo al settimo cielo, anche se un po’ spaventati dalla futura gestione di tutte quelle macchine.

Devo premettere però, prima di raccontare come ho gestito la situazione a casa , che in TIN mi hanno permesso durante gli ultimi 5-6 mesi, data la lunga degenza, di entrare alle 7 del mattino ed uscire alla sera quando Giorgio si addormentava (vale a dire verso le 22). Ovviamente le nonne e mio marito (compatibilmente con il suo lavoro) potevano darmi il cambio qualche ora al mattino od al pomeriggio. Questo mi ha agevolato molto perché già in ospedale ho imparato a gestire mio figlio cominciando dal bagnetto mattutino fino alla somministrazione della terapia. Ho imparato in ospedale, grazie alla disponibilità di tutto il personale medico ed infermieristico che ancora oggi si interessa a noi, a dosare l’ossigeno, ad aspirare Giorgio (esperienza poco piacevole) ed anche a controllare l’acqua dell’umidificatore che se si capovolge rischia di essere inalata attraverso gli occhialini.

A casa abbiamo preparato tutto l’occorrente, tramite l’ASL abbiamo avuto la bombola di ossigeno con umidificatore (molto importante perché l’aria secca è dannosissima), che veniva cambiata regolarmente quando stava per finire, la bombola portatile da caricare per uscire, un saturimetro ed un aspiratore. Due medici della Patologia Neonatale che l’hanno avuto in cura sono venuti a casa nostra a vedere se tutto era a posto, così ha fatto anche un medico dell’ASL Presidio Pneumotisiologico e il neuropsichiatra infantile che è venuto con la fisioterapista che poi ha seguito Giorgio per 3 volte alla settimana per quasi 2 anni. Sono stati tutti fantastici!

Finalmente il 28/10/1998 Giorgio è arrivato a casa (quella notte non abbiamo chiuso occhio perché eravamo terrorizzati che potesse non star bene e quindi rimandare le dimissioni). E qui abbiamo cominciato il nostro cammino fatto di ansie e tranquillità, paure e sicurezze, lacrime e sorrisi…. Ma a distanza di oltre 9 anni siamo una famiglia felice, abbiamo ridimensionato la scala dei valori e sappiamo godere di tutte quelle piccole cose che prima passavano inosservate. Ma parliamo ora di quello che abbiamo fatto in pratica per svezzare Giorgio dall’ossigeno. Non esiste un modus operandi, si va per tentativi sperando sempre sia la volta buona. Abbiamo fatto prove su prove soprattutto durante le ore di sonno in modo che il saturimetro fosse attendibile per mancanza di movimenti continui, e piano piano prima abbiamo cominciato ad abbassare l’ossigeno, poi a chiuderlo per pochi minuti fino a quando la saturazione non scendeva sotto 87-88%, poi i pochi minuti sono diventati 10, poi 20 e così via. Al mattino poi abbiamo cominciato durante il bagnetto giornaliero a lasciarlo in aria ambiente fidandoci del suo colorito. Successivamente, ma sempre in casa, provavamo la saturazione senza ossigeno e se era da 89% in su lo lasciavamo senza occhialini controllando sempre il colorito intorno alla bocca, agli occhi e le unghie e provandogli la saturazione ogni 15-20 minuti. Quando ci siamo sentiti pronti tutti e tre abbiamo cominciato ad uscire senza ossigeno ma con la bombola portatile carica e gli occhialini per ogni evenienza, stavamo nel quartiere a passeggiare per 30-40 minuti e poi via di sopra a misurare la saturazione, se era OK non facevamo nulla se invece era sotto 88% gli somministravamo un pochino di ossigeno. Tutto ciò è continuato per altri 6 mesi circa; poi Giorgio di giorno stava in aria ambiente e di notte aveva bisogno ancora un po’ di ossigeno fino a giugno 1999 quando si è definitivamente svezzato.

Successivamente, dai 2 anni ai 2 anni e mezzo, ha avuto tre episodi di focolai broncopolmonari (di cui 1 bilaterale) che l’hanno riportato sotto ossigeno per 2 o 3 giorni ed anche al ricovero. Dai 2 anni e mezzo ad oggi abbiamo affrontato altri focolai ma senza ossigeno e senza ricovero, solo con terapia antibiotica per bocca.

Nel dicembre 2006 Giorgio è stato sottoposto ad intervento per ernia inguinale destra e fortunatamente ha affrontato l’anestesia e il decorso post-operatorio nel miglior modo possibile, come d’altra parte lui ha sempre fatto.

Certo avremmo voluto non affrontare tutto questo ma abbiamo dovuto imparare nostro malgrado ad avere tanta pazienza perché spesso è solo questione di tempo. Anche noi abbiamo avuto i nostri momenti di sconforto, ricordo ancora le notti passate a guardare il saturimetro che non saliva o i movimenti respiratori di Giorgio (a volte li guardo ancora quando è raffreddato o tossisce, penso che non perderò mai l’abitudine) eppure è passato, adesso viviamo una vita serena.

Giorgio frequenta la terza elementare, siamo molto contenti dei risultati anche se ovviamente è da seguire con più assiduità di quanto si potrebbe fare con un bambino nato a termine. Abbiamo nel corso degli anni frequentato corsi di acquaticità, musicoterapia, psicomotricità ed attualmente abbiamo iniziato un interessantissimo corso di riabilitazione equestre che sembra piacergli molto ma soprattutto sembra già dare i suoi frutti. Le difficoltà oggettive ed apparenti di Giorgio risultano essere una scarsa concentrazione ed una lieve iperattività che grazie agli sforzi della psicomotricista, degli insegnanti e di questo nuovo corso equestre si cerca di migliorare.

Pare proprio abbiamo scelto il nome appropriato, come San Giorgio vinse la battaglia contro il drago, il nostro piccolo grande eroe ha vinto la sua battaglia più grande: quella per la vita!

Se vuoi contattare l’autore di questa storia scrivi a vivianaegiorgio@virgilio.it