La storia di Olivia

La storia di Olivia

By In La mamme raccontano, Storie On 14/07/2015


Mi chiamo Alice, la mia bimba si chiama Olivia Anna Andrea, ho sempre detto che non le avrei mai dato un secondo nome, invece le ha donato altri due nomi che la proteggono.

Olivia decide di nascere molto prima del tempo, dopo solo 24 settimane più 3 giorni, alla nascita pesava 717 g., era talmente decisa che non mi ha nemmeno dato il tempo di arrivare in ospedale, nasce a casa, nel letto di mamma e papà, con vicino solo la sua nonna Anna, appunto. Ricordo l’estrema paura di perderla, continuavo a ripetermi “non può finire così, non puoi lasciarmi”, la nostra grande paura fu accolta dai medici del 118, che dopo pochi minuti dall’uscita della testa, ci raggiunsero per soccorrerci. Il secondo nome è proprio quello del nostro eroe buono, Andrea, il medico che a sua detta ha perso molti anni di vita a causa nostra.
Poi una folle corsa in ambulanza, e quella prima notte separate da chilometri, lei a Pavia in TIN, io ricoverata a Vigevano. Ricordo la sensazione di vuoto provata, la pancia non c’era più e il ritrovarmi attorniata da molte mamme felici con il loro bimbo accanto. Ma per fortuna la notte passò e il mattino successivo riuscii finalmente ad andare a conoscere la mia lenticchia. Il primo incontro lo ricordo come fosse ieri, era così piccola, mi sembrava impossibile che potesse vivere fuori da me, sentendo la mia voce ebbe scompensone cardiaco e respiratorio, per la serie “oh cavolo, questa è la mia mamma, che emozione!”.
Quel giorno il mondo mi cascò addosso, scoprii che esisteva un mondo parallelo, completamente altro da quello che conoscevo, la terapia intensiva e le sue regole, una genitorialità completamente diversa da quello che era la mia idea. I primi tempi furono duri, sempre preoccupati e attaccati a quella che era la parola più bella che si potesse sentire in quei box ospedalieri: stabile, la sua bimba è stabile, la frase migliore che si riusciva a sentire. I giorni passarono e piano piano Olivia ha superato tutti gli ostacoli che le si ponevano davanti e io con lei. Ho imparato a vivere e a tratti ad apprezzare la vita sospesa di una mamma prematura, in attesa di farla ripartire il giorno delle tanto agognate dimissioni. Che arrivarono dopo quattro mesi e mezzo dalla sua nascita.

Finalmente a casa, anche se con ossigeno terapia, ma a casa con mamma e papà.
Finalmente potevo darle il seno ogni volta che volevo, (allattare un prematuro si può, anche quando come me hai poco latte, ci vuole tanta convinzione e bisogna attaccarlo il più possibile), potevo dormire attaccata a lei sia di notte che di giorno, potevamo iniziare a progettare la nostra vita in tre.
La cosa che ho amato del ricovero di Olivia è stata la possibilità di conoscere tante stupende mamme e tanti stupendi papà, prematuri come me, il confronto e il sostegno provato in quei quattro mesi e mezzo sono stati qualcosa di fortissimo e bellissimo, si era formata una nuova famiglia, ho mantenuto il contatto con quasi tutti e ancora oggi è molto bello rivedersi e condividere la crescita dei nostri guerrieri.
Olivia oggi ha 17 mesi anagrafici e 13 e mezzo corretti ed è una bellissima.