Storia di Marco vista dal papà

Storia di Marco vista dal papà

By In I papà raccontano, Storie On 26/05/2016


Vorrei raccontare la storia di mio figlio Marco nato il 21 gennaio 2014.

Era la sera del 19 gennaio 2014 e con tutta la famiglia (mamma chiara, 3 anni, e i 2 nanetti Giulia, 8 anni, e Luca, 6 anni) ci stavamo divertendo guardando una partita di pallavolo. Improvvisamente chiara va in bagno e al suo
ritorno mi dice che c’è qualcosa di strano. Aspettiamo la fine dell’incontro e torniamo a casa, ma una volta arrivati decidiamo di andare in ospedale per un controllo. In ospedale inizia la nostra avventura che durerà 2 mesi e 2 giorni.
Rottura delle acque e trasferimento da Piacenza a Pavia.

marco3Chiara rimane rimane in osservazione 2 giorni, poi i dottori decidono di indurre il parto. Nasce Marcolino, 1,404 kg, io incomincio a guardare lo sguardo di medici ed infermieri per cercare di capire se va tutto bene. Non vedo particolare agitazione e mi tranquillizzo leggermente. Da quel momento e per diverse ore non sappiamo più niente del nostro piccolo. Cerco di fare coraggio a Chiara e nello stesso tempo anche a me stesso. In quel momento era forse più facile non sapere. Decido di chiedere a qualcuno qualche notizia. Trovo la dottoressa di turno che…”Marco è in condizioni critiche stiamo facendo l’impossibile”. Era meglio non sapere. Vado in bagno cerco di consumare il più velocemente possibile tutte le lacrime che ho e torno da Chiara senza sapere bene cosa dire. Appena la vedo mi rendo conto che le lacrime non finiscono mai e il mio intento di rimanere il più sereno possibile crolla miseramente. Tornati in camera rimaniamo come paralizzati in attesa di notizie. La mattina finalmente possiamo vederlo. Piccolissimo ricoperto di fili, intubato praticamente non si vede. I medici non fanno previsioni. Il suo problema sono i polmoni, non riesce a respirare. Chiara incomincia prendere confidenza con il tiralatte. Io non so
cosa fare. Dopo qualche giorno possiamo toccarlo. Io per 2 settimane non ho il coraggio, il pensiero di aprire l’incubatrice e infilare la mano mi terrorizza.
Provo qualche volta ma poi richiudo subito tutto. Chi entra in TIN si trova davanti 1000 apparecchiature che rilevano i dati di tuo figlio ma soprattutto è il suono della macchinetta che misura la saturazione che non ti dà tregua,
soprattutto per Marcolino che non respira autonomamente. Passano i giorni incominciano i miglioramenti,suoi, e anche miei visto che adesso riesco non solo a toccarlo ma anche a fare la marsupio terapia. Inizia l’allattamento al
seno, i polmoni migliorano, incominciamo a pensare che Marcolino sia veramente uno tosto anzi ne abbiamo la certezza. Finalmente respira da solo e dopo 2 mesi torniamo a casa.
Grazie Chiara per quello che hai fatto prima e durante questa storia, grazie a Giulia e Luca che ci hanno aiutato moltissimo e grazie di cuore alla TIN

Arruzzoli Matteo un papà felice